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A prova di connotazione

Su sfondo grigio scuro, il personaggio in piedi, aria neutra, sotto una nuvoletta di pensiero che contiene solo un segnale di divieto, un cerchio barrato, vuoto. In basso, il titolo « A prova di connotazione »

È un po' collegato al magic spell di Bruce Lee. Nel senso che la maggior parte delle parole hanno delle connotazioni, alcune ne hanno tante e altre meno.

La connotazione in francese indica il senso secondario, implicito o culturale che una parola evoca oltre alla sua definizione oggettiva di base

Ed è per questo che penso sia importante stare attenti alle parole che usiamo per parlare di questo fenomeno e della gente del fenomeno menzionata nelle religioni, soprattutto.

Per esempio, per parlare della gente del fenomeno potrei usare la parola demone, ma subito uno si immagina specie di mostri con le corna e non mi prenderebbero troppo sul serio.

Potrei parlare di angeli per parlare di loro, ma non mi prenderebbero molto sul serio neanche così, e inizierebbero a immaginarsi gente con le ali sulla schiena.

Potrei parlare di spirito, ma leggendo questa parola si comincerebbe a visualizzare nell'immaginazione una specie di fantasma mezzo bluastro e trasparente come nei film.

Potrei parlare di jinn, degli spiriti di cui abbiamo una rappresentazione un po' diversa, un aspetto simile a quello del Genio di Aladdin.

Potrei parlare di entità, ma si comincerebbero a immaginare specie di mostri oppure le entità super colorate con effetti un po' LSD che la gente dice di vedere consumando DMT.

Potrei anche parlare di divinità o di esseri divini.

Insomma, è per questo che preferisco chiamarli la gente del fenomeno menzionata nelle religioni, soprattutto.

E uguale, evito di usare la parola spirituale, preferisco parlare di ciò che ci supera, allo stesso modo in cui un cane non potrà capire la sottigliezza di un computer o di un libro, la gente del fenomeno ci supera completamente nella comprensione delle cose.

A tal punto che quando interagiscono con qualcuno lo consideriamo automaticamente come follia o delirio, e passiamo oltre senza cercare davvero di capire perché «non è possibile», e basta.

Pubblicato il 25/08/2026

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