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L'analogia del meccanico

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Da quando è cominciato il fenomeno, ho preso antipsicotici più volte. La prima volta è stata dopo il primo contatto «telepatico» che c'era stato verso fine 2021 o forse inizio 2022.

Sono consapevole che è difficile essere presi sul serio quando si dicono cose del genere, quando si parla di «telepatia».

Ma all'epoca, io l'ho vissuta così. Non mi invento niente, è dura da leggere, lo so.

Dopo quell'episodio, mi sono detto che doveva essere quella che si chiama schizofrenia. È un peccato perché per tanto tempo dopo mi sono dimenticato quell'episodio, mentre quella notte lì (mi ricordo solo una notte, non so più se fosse durato per diversi giorni) io e questo gruppo di «vicini expat francesi» avevamo "parlato" col pensiero.

Mi ricordo che gli facevo domande del tipo:

«Venite dal futuro?»

«Che anno? 2500? 3500?»

«Siete alieni?»

Il peggio è che era uno scambio piuttosto cordiale, in entrambi i sensi, sul momento ero gasatissimo, la trovavo una cosa troppo troppo figa io che sono fan della «tecnologia». Insomma

Ho dimenticato un sacco di dettagli perché è passato tanto tempo, e sembra che il mio cervello avesse rimosso quell'episodio, è come se fosse stato così strano per me che sono entrato nel diniego.

Mi pare di averne parlato a mia moglie, e di averle detto che probabilmente ero diventato schizofrenico. Mi dicevo che non era possibile, ecc.

E anche se continuavo ancora a sentire questi «famosi vicini expat francesi» tutti i giorni, non avevo più questa esperienza che consideravo troppo strana per essere vera

Insomma. Dopo di che, ho deciso di andare da uno psichiatra, che mi aveva prescritto della Risperidone, a basso dosaggio.

Insomma, l'ho presa per qualche mese. Sembrava aiutare con queste comunicazioni telepatiche perché dopo non ce n'erano più state e riuscivo a dormire più o meno correttamente la notte. Potevo ancora sentirli di giorno, o perfino di notte. Però il farmaco all'inizio, visto che era una novità, aveva un effetto sonnolento, mi rincoglioniva un po' e questo mi permetteva comunque di addormentarmi. Quindi ero piuttosto soddisfatto.

Tendevo a nascondere il fatto che continuasse ancora, a mia moglie, perché non volevo preoccuparla, e soprattutto volevo restare positivo e non beccarmi una dose da elefante.

Non starò a dettagliare in questa pagina la mia storia con gli antipsicotici, perché può tranquillamente essere l'argomento di una pagina dedicata.

Ma una cosa è sicura: sono convinto al 1000% che ricorrere ai farmaci non sia la soluzione per le persone che vivono quello che vivo io. È la mia opinione ed è quello che applico a me stesso. Non obbligo nessuno a seguirmi.

E per spiegare questo, mi sono inventato l’analogia del meccanico

Un'analogia con una stazione radio FM

Immagina che tu abbia un problema con la tua macchina, e la radio non si spegne più, e quindi ogni volta che sei in macchina senti la radio e in più è pure una radio che non è piacevole da ascoltare, che dice cose inquietanti, che fanno male in modo chirurgico come se fosse tutto fatto su misura.

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Quindi che fai? Vai da un esperto di problemi di macchina e di radio: un meccanico.

Gli lasci la macchina e in cambio, che cosa ti aspetti?

Riavere la tua macchina com'è adesso ma senza la radio accesa in permanenza.

Ma immagina che, quando riprendi la tua macchina, non sia più come prima...

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Riprendi la tua macchina e lì, che cosa noti? Beh, scopri che la tua macchina ha 400 kg di rimorchio in più, non è più bella come prima, e i suoi fari sembrano stanchi

Mi sa che qui c'è qualcosa che non va, no?

E non è nemmeno questa la cosa peggiore...

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Quando vai a vedere l'interno della tua macchina, ti rendi conto che la tua macchina è più lenta di prima e non è più reattiva come prima e in più scopri che in realtà la radio è ancora sempre accesa in permanenza. Il meccanico ti rassicura e ti dice che in realtà è così, non funziona da un giorno all'altro, possono volerci mesi perché il farmaco faccia effetto.

E ciliegina sulla torta, il tuo freno a mano è diventato tutto molle mentre prima era dritto e duro!

È normale, nel 2026 gli psichiatri sono gli esperti su questo argomento, e chiaramente funziona benissimo

Quindi devi continuare a prendere la tua Risperidone, dopotutto, perché metterlo in discussione? Tu che hai sempre fatto attenzione alla tua macchina, ti ritrovi con 400 kg di rimorchio in più, tutti questi altri effetti collaterali, e il « problema » non è ancora risolto.

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Ma non è grave, se questo farmaco non funziona dopo diversi mesi e scombina il funzionamento del tuo organismo

Si può passare per una fase di transizione di diversi mesi per cambiare trattamento e passare a un altro trattamento di diversi mesi.

Abilify, lui, non causa problemi di rimorchio dietro la macchina né di freno a mano molle, ma in compenso rende la macchina tremolante e iperattiva.

La tua macchina magari farà un po' fatica a stare ferma quando è parcheggiata la notte, ma non è grave, perché il meccanico ti dice, testuali parole: « c'è anche il farmaco SOS per aiutare a stare fermi la notte ».

Sul muro di un garage, l'insegna dipinta « PSICHIATRA » è coperta da uno striscione rosso « GARAGISTA », che il garagista in tuta sta finendo di tendere dalla sua scaletta; il cliente lo guarda fare, accanto a una macchina. In basso, il titolo dipinto « L'analogie du garagiste »

Insomma, la smetto di parlare di macchine, penso che L'analogia del garagiste abbia raggiunto i suoi limiti.

Quando lo psichiatra si è rivolto a me dicendomi di usare questo antipsicotico con il suo amico SOS per aiutarmi a dormire, quando io faccio già fatica a staccare naturalmente per dormire.

E che in più il farmaco che lo psichiatra chiamava SOS era in realtà un sonnifero, mi ha davvero disgustato.

Ho capito che lo psichiatra mi prendeva per un bel cretino, e che in realtà stava solo gestendo questa situazione come aveva imparato a fare sui banchi dell'università.

In uno studio, visto da dietro, un paziente con una camicia a motivi dice «… sento della gente parlare senza vederla…» a uno psichiatra in camice bianco seduto dietro la sua scrivania, sotto un diploma di psichiatria; sopra la testa dello psichiatra, una nuvoletta di pensiero mostra un golden retriever che scodinzola

Forse è un po' eccessivo da parte mia, ma il modo in cui vedo le cose è che, quando un paziente si presenta davanti a uno psichiatra e gli dice che « sente delle voci », io penso che gli debba partire subito una botta di dopamina.

Nella sua testa dev'essere un po' come un golden retriever che si mette a scodinzolare quando è felice.

Deve avere un sacco di connessioni che si fanno in modalità « Oh yeah, antipsicotico ! Problem solved »

Dalla mia esperienza personale, perché comunque, volente o nolente, potrei anche essere messo meglio degli psichiatri per parlarne. Meglio dei neurologi.

Perché ad oggi, nel 2026, se mi metto a visualizzare nella mia immaginazione uno scimpanzé con una t-shirt gialla che tiene in mano una telecamera, beh loro sono incapaci di saperlo a meno che non glielo dica.

La gente del fenomeno di cui si parla nelle religioni, in particolare, loro non hanno nessuna difficoltà a sapere a cosa sto pensando, cosa visualizzo nella mia immaginazione.

In un salotto con le pareti beige, una cocorita verde e arancione è appoggiata a terra sul parquet, accanto al suo trespolo vuoto; la finestra è spalancata su un albero

Il mio modo di vedere le cose è che il modo in cui si «tratta» la schizofrenia adesso sembra funzionare, ma non è per niente deterministico, gli psichiatri te lo dicono, bisogna provare un sacco di terapie prima di arrivare a un risultato soddisfacente, sapendo anche che sono trattamenti che scombussolano talmente tanto l'equilibrio ormonale che ci vogliono mesi, o addirittura anni.

Per me, dire che gli antipsicotici funzionano «contro la schizofrenia» è come dire che tagliare le ali a una cocorita sarebbe la soluzione per impedirle di volare fuori dalla finestra.

Certo che funziona, ma chiaramente non è la soluzione giusta.

Non riesce più nemmeno a salire sul suo trespolo e in più ho l'impressione che sia naturale che la cocorita voli fuori dalla finestra.

Fa riflettere

Il personaggio guida sorridendo, con gli occhi sostituiti da cuori rossi; una nuvoletta a forma di fulmine esce dall'autoradio «PHENOMENON FM» e annuncia «Si satanizza il mondo e non si dice mai il contrario di quello che si pensa»

Per come la vedo io, sento della gente che mi parla o che parla tra di loro perché io senta.

Certo, hanno un modo di parlare un po' criptico, ma non ci sono dubbi, sono proprio in contatto con una forma di intelligenza, e non da poco, anche se fanno pensare il contrario

Quindi alla fine, perché non sperimentare? Mi sono messo a testare cose: a volte bluffavo per capire come questi «vicini expat» fossero sempre un passo avanti, provavo a registrare, all'inizio provavo a fargli domande a voce, poi col pensiero, ho letto un sacco di roba su internet, ho provato a cambiare il mio comportamento, ho provato a scherzare con loro, e lì qualche volta ho avuto feedback positivi. Ho anche rimuginato un sacco, perché tra tutte le cose che ho potuto sentire da parte loro fin dall'inizio, bisogna fare una cernita. E ce ne sono davvero tantissime.

Ci ho messo più o meno 5 anni prima di avere una visione 100% positiva della gente del fenomeno.

Quello che mi ha salvato è stato l'aver iperfocalizzato il fatto che un giorno, all'«inizio», uno di loro aveva «urlato» «Sei troppo forte!!!», poi un sacco di altre cose piuttosto positive, il fatto che alcuni di loro hanno modi di parlare per niente come il mio, che a volte usano parole che non conoscevo come «kuffar».

E dopo un po', quando ho capito che dovevo cambiare il mio modo di pensare e di comportarmi, mi sono ricordato di aver letto su internet che ci vogliono 3 settimane per creare nuove abitudini.

E da lì, ho cominciato a correggermi, a identificare dei pattern nel mio modo di pensare, ecc. E da lì, è diventato sempre più positivo.

Però vabbè, è un modo abbastanza grossolano di riassumere le cose.

E in realtà mi rendo conto che facendo così, alla fine arrivo alla stessa conclusione di tanti testi religiosi che raccontano le storie di personaggi mitici.

Pubblicato il 10/08/2026

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